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Il Portale


Il Portale Quando si arriva a Naxos in traghetto, il simbolo più famoso dell'isola, "Portara", può essere individuato a un miglio di distanza. Questo immenso portale è tutto ciò che rimane di quello che una volta doveva essere un grande tempio di Apollo. La costruzione del tempio fu iniziata durante i periodi di prosperità intorno all'anno 530 aC, voluto dal tiranno di Naxos, Ligdamide, ma non fu mai finito, e nel corso degli anni la maggior parte dei blocchi di marmo furono rimossi e utilizzati per la costruzione di altri edifici, tra cui il castello.

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Il Kastro


Il Kastro La città vecchia di Naxos è una fortezza veneziana, che è stata costruita nel corso del 13° secolo, esattamente nel 1207, dal sovrano di Naxos, Marco Sanudo. È situata in posizione elevata al punto da essere denominata "Acropoli di Naxos".
La fortezza, un tempo aveva una muraglia interna ed una esterna. Oggi sono visibili solo alcuni resti del muro interno e sono le case che sono state costruite successivamente a fare da cinta.
Nella città castello si accede attraverso la Paraporti che si trova a sud o attraverso la Trani Porta che si trova a Nord. Da questo momento ci immergiamo nella storia con le vecchie case padronali sopra le cui porte campeggiano le insegne dei casati nobiliari. All'entrata della Trani Porta, troviamo un'incisione verticale che rappresenta la misura veneta dell'epoca che serviva ai mercanti per misurare le varie stoffe che portavano alle nobildonne del luogo.

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Il Tempio di Dioniso a Yria


Il Tempio di Dioniso a Yria Il culto del dio Dioniso era molto sviluppato nei tempi antichi dell'isola di Naxos. Dioniso era generalmente molto amato dagli antichi Greci e siccome era il dio del vino, era sinonimo di festa e divertimento. Si pensava che il dio vivesse in fitte foreste e fosse sempre ubriaco di vino. Siccome Naxos era ed è famosa per la produzione di vino che viene commerciato in tutta la Grecia e il Mediterraneo, la gente credeva che Dioniso risiedeva permanentemente nelle foreste lussureggianti di Naxos.
In realtà, il mito dice che quando Teseo abbandonò Arianna a Naxos, Dioniso la vide e si innamorò della giovane e bella donna. In un primo momento, Arianna cercò di nascondersi nel verde intenso dell'isola, ma Dioniso la trovò, si sposarono e Arianna divenne una dea.

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Il tempio di Demetra a Gyroula


Il tempio di Demetra a Gyroula In prossimità del villaggio di Ano Sangri, nel sito di Gyroula si trovano le rovine del tempio di Demetra, il sito più importante al di fuori della città di Naxos. Costruito nel VI sec. a.C., su una collina che sovrasta una fertile vallata, il tempio di Demetra ricopre un ruolo di particolare importanza nell'architettura templare. Fu costruito in un periodo cruciale per le costruzioni dei templi e rappresenta un esempio del tutto inusuale, avendo una pianta di forma quadrata con cinque colonne ioniche disposte di fronte all'ingresso principale.

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La grotta di Zas (Zeus)


Entrata della grotta di Zas Zas è la montagna più alta (1004 m) non solo di Naxos, ma anche di tutto l'arcipelago delle Cicladi. E' situata a sud-est del villaggio di Filoti e offre una esperienza unica per la bellezza paesaggistica. In prossimità della parte più alta del villaggio troverete le segnalazioni per la grotta di Zas. E' indispensabile avere delle scarpe da trekking o al limite da ginnastica perché la passeggiata, seppur piacevole, è piuttosto impegnativa.

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I Kouroi


Kouros di Apollonas La terra di Naxos è particolarmente ricca in marmo di buona qualità, il quale è soggetto, ancora ai giorni nostri, assolutamente intensivo e lo si può notare osservando la cava che si trova sul monte nelle vicinanze di Kynidaros. Questo marmo non è utilizzato solo a Naxos e in tutta la Grecia, ma è anche esportato in Europa e in America. Lo stesso avveniva nell'antichità. La gente di Naxos è stata la prima ad introdurre l'ampio uso di questo nobile materiale nell'architettura e nella scultura.

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Agorà e antica città micenea


Città micenea In quest'area sono stati trovati importanti reperti dell'antica città di Naxos, con datazione tra il primo e il secondo millennio a.C. Nella galleria coperta, che si trova sotto alla grande piazza, si possono trovare dei resti di tombe, a testimoniare che gli antichi Nassesi onoravano i fondatori della loro città, e i resti di un muro di fortificazione a confermare un'epoca preistorica. Entrambi si sono preservati nel tempo, così come i maggiori monumenti storici che si trovano nell'agorà della città.

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Santo Stefano e l'antico Acquedotto


Indicazione Nei pressi della strada che costeggia Aggidia, ci imbattiamo in un altro sito archeologico. Secondo la tradizione, i resti che troviamo in questo complesso apparterrebbero ad una chiesa dedicata a Santo Stefano. Una prima ma limitata ispezione delle rovine si svolse negli anni 1960-1961. Da quel momento in poi, questi resti rimasero senza nessuna tutela. Dobbiamo aspettare gli anni che vanno dal 2004 al 2008 per una ripresa degli scavi da parte dell'Università di Atene la quale portò alla luce l'edificio in tutta la sua lunghezza.

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Rovine del santuario di Flerio/Melanes


Antico santuario Il culto che ha avuto inizio in questa zona durante l'VIII secolo aC è stato fondato in un sito ricco di sorgenti, tra i massi di marmo che sembrano non aspettare altro che essere scalfiti dall'abile scalpellino. Il tempio del culto raggiunse il suo culmine durante il VII e VI secolo aC, simultaneamente con il massimo sfruttamento delle cave di marmo all'interno dell'area. Nel VIII secolo aC, il culto consisteva in un edificio in muratura che si sporgeva su di una massa imponente di marmo, affiancato ad una terrazza, con un muro di cinta a nord e un edificio ausiliario di tre stanze a sud, situato vicino all'entrata del santuario.

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Palataki Kalamitsia


La residenza dei monaci Partendo dalla verde valle di Melanes e più precisamente dal villaggio di Aghio Apostoloi seguiamo la strada sterrata a sinistra e raggiungiamo Kalamitsia dove troviamo "Palataki", una residenza di campagna per monaci gesuiti costruita dal monaco Soze nel 1673 e restò in utilizzo fino al 1773. Successivamente la gestione passò all'Ordine di Lazariston, che soggiornarono a Naxos dal 1877. L'ultimo periodo inizia con l'arrivo dell'Ordine dei monaci Selsianon che termina nel 1927.

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Le miniere di smeriglio


Miniera Sul lato nord dell'isola, ai piedi del monte Koronos, si estendono le miniere di smeriglio di Naxos. Fin dall'antichità, queste miniere hanno contribuito abbondantemente alla produzione mondiale di smeriglio. In realtà, a metà del 19º secolo, con la scoperta di giacimenti di smeriglio in Turchia e negli Stati Uniti, la produzione di Naxos ha subito un declino. Ma che cosa lo smeriglio? Lo smeriglio è un minerale di colore nero, varietà granulare del corindone, di colore grigio-nero.

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La torre di Chimaros


La torre di Chimaros Il monumento è situato sul lato sud-est dell'isola, a metà strada tra il monte Zas e il mare, su una collina tra due gole, Chimaros ad est e Petronia ad ovest. Torri simili hanno una vasta distribuzione nel Mar Egeo, ma nella maggior parte dei casi solo le fondazioni sono ancora visibili. La torre di Chimaros è una rarissima eccezione. La troviamo ancora in piedi per un'altezza impressionante di quasi 15 m. E' ben conservata esternamente, mentre internamente gran parte della muratura è caduta o sta per crollare.

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La torre e il monastero di Agia


La torre di Agia A circa 6 km prima di arrivare ad Apollonas, troviamo il monastero e la torre di Agia. La torre è datata del 17º secolo, ed è appartenuta ad una delle più ricche famiglie di Naxos, la famiglia Kokkos. Ai tempi della dominazione veneziana, ero usata come posto di guardia per la parte nord occidentale di Naxos. Un incendio particolarmente imponente l' ha semidistrutta nel 1992.

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