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Agorà e antica città micenea


Città micenea In quest'area sono stati trovati importanti reperti dell'antica città di Naxos, con datazione tra il primo e il secondo millennio a.C. Nella galleria coperta, che si trova sotto alla grande piazza, si possono trovare dei resti di tombe, a testimoniare che gli antichi Nassesi onoravano i fondatori della loro città, e i resti di un muro di fortificazione a confermare un'epoca preistorica. Entrambi si sono preservati nel tempo, così come i maggiori monumenti storici che si trovano nell'agorà della città. L'area ha mantenuto il suo significato nell'era cristiana. In questo luogo, sono evidenti le tracce che ha lasciato quest'epoca.
A est si erge la cattedrale di Zoodochos Pigi (dedicata alla Vergine come Fontana della Vita), costruita nel 1767 dal metropolita Neophithos, al posto di una piccola vecchia chiesa.



Mitropoli La cattedra del metropolita Panagia Eleousa


Ad ovest troviamo il complesso della Panagia Chysopolitissa (Nostra Signora della Città Dorata). Consiste in quattro basiliche a singola navata costruite in differenti periodi. La più vecchia, dedicata alla Chysopolitissa, la protettrice di Naxos, dapprima conosciuta come Megas Theologos, è datata agli inizi del 17º secolo. Le altre tre navate sono dedicate ai Santi Apostoli, San Spiridione e Sant' Haralambos.
Al sud, troviamo la Chiesa dalla Panagia Eleousa (Vergine Assunta), con due navate, conosciuta in passato come Theologos, anch'essa datata agli inizi del 17º secolo.
A North, troviamo uno spazio aperto con un piccolo santuario moderno. Si suppone che fosse la vecchia cattedrale, la Chiesa di Evangelistria.



Complesso della Panagia Chysopolitissa Complesso della Panagia Chysopolitissa Complesso della Panagia Chysopolitissa


All'interno della piazza, di fronte alla cattedrale, si trova la chiesa di San Nicola. Il suo pavimento si trova allo stesso livello degli antichi resti datati tra il quarto e il settimo secolo.
All'interno delle mura fortificate dalla città micenea c'era un complesso di laboratori di ceramiche, i cui resti visibili consistono in una stanza contenente banchi di argilla con alcune depressioni utilizzate per la lavatura. Due vasi sono stati trovati in situ, pronti per essere messi nel forno per la cottura. Sono stati realizzati in argilla bianca con uno strato di caolino e la loro superficie riporta tracce di disegni in blu e verde. Una volta cotti, questi vasi avrebbero la similitudine con la Faenza, un materiale molto valutato nel periodo miceneo e conosciuto ai giorni nostri come proveniente dall'Egitto e dal Mediterraneo dell'est. Due piccoli bacini rettangolari contengono ancora tracce di caolino. In un'altra stanza vicina troviamo un piccolo cratere con disegni di una figura umana a cavallo, un pesce e un quadrupede. Questi disegni trovano ampio riscontro in altri vasi ritrovati presso il cimitero di Aplomata, i quali si trovano ora nel museo di Naxos. Le principali caratteristiche di questi vasi sono la grandezza e la qualità. All'epoca erano oggetti di particolare prestigio e probabilmente appartenevano al padrone del laboratorio stesso.
Il laboratorio di ceramica è uno dei pochi mestieri conosciuti dell'epoca micenea.
Questo è uno dei ritrovamenti del genere più importanti del Mar Egeo. Una parte importante della città si trova sotto l'acqua del mare. Gli scavi sono stati eseguiti tra il 1982 e il 1985.



Alcuni resti La citta micenea La citta micenea






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