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G I T A   A   A C R O P O L I

 

AcropoliTestataSi tratta di una formazione rocciosa naturale, spianata nella parte superiore, che si eleva di 156 metri sul livello del mare sopra la città di Atene. Il pianoro è largo 140 metri e lungo quasi 280 metri. E' anche conosciuta come Cecropia in onore del leggendario uomo-serpente Cecrope, il primo re ateniese. In origine era circondata da mura, ma queste furono distrutte dai Persiani nel 480 a.C., insieme ai monumenti che esse proteggevano. Dopo la sconfitta dei Persiani, Temistocle le fece ricostruire. Man mano ripresero il loro posto anche i templi. A questo punto, dobbiamo procurarci il biglietto per assicurarci l'entrata all'Acropoli, compreso di alcune visite tra cui l'Agorà, il teatro di Dioniso, il tempio di Zeus Olimpio. Passato il controllo biglietti, saliamo per il sentiero ammirando il panorama e dirigendosi verso i Propilei. I Propilei costituiscono l'ingresso monumentale all'Acropoli, e sono opera di Mnesikles. Contenevano il dislivello finale della ripida rampa d'accesso all'Acropoli. L'edificio fu costruito in marmo nell'alzato e in pietra blu di Eleusi in un breve settore dell'ingresso. Esso era formato da un corpo centrale orientato come il Partenone (est-ovest), che presentava sei colonne doriche sulla fronte. L'intercolumnio delle colonne centrali era più largo, e in corrispondenza di esso lo stilobate a quattro gradini s'interrompeva per lasciare spazio alla rampa d'accesso alla cittadella. Al centro, in asse con le colonne centrali della fronte, due file di tre colonne ioniche bordavano la rampa d'accesso. Nel tempietto di Athena Nike, la cella, più larga che fonda, è aperta in facciata; l'ingresso è scandito da due pilastri. La fronte e la parte posteriore sono bordate da 4 robuste colonne ioniche. Il tempietto, dotato di grande organicità, era preceduto da un grande altare che ne aumentava il tono monumentale. Minuto ma massiccio, splendido per il materiale adoperato, bordato dalla balaustrata decorata con le nikai vittoriose, il tempietto di Athena Nike, in contrasto con la severità dei Propilei, documenta la maniera ionica di Atene. L'Eretteo è costruito in marmo pentelico e le figure del fregio aderiscono a lastre di pietra blu di Eleusi. Ad est presenta un portico con 6 colonne ioniche particolarmente snelle.

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Seguono la parete d'ingresso (che presenta sui lati due strette finestre) e la cella dedicata a Zeus, Poseidon, Erechteus, Efesto, Butes. A nord, a quota molto inferiore, un portico di 4 colonne più 2 sui lati anticipa alcuni ricordi della leggenda attica. Le colonne snelle sostengono, infatti, un soffitto riccamente ornato, privo di uno dei cassonetti a testimonianza del passaggio del fulmine di Zeus. Attraverso una porta monumentale si entrava in una cella quadrangolare con a sinistra la tana del serpente sacro e sull'asse i segni del tridente di Poseidon. La cella era raggiungibile anche dalla loggia delle Cariatidi. La loggia sul lato meridionale è sostenuta da sei figure di Korai: quattro in facciata, due posizionate dietro quelle angolari. Coperte di peplo, i lunghi capelli raccolte in trecce avvolte sul capo o sciolti sulla schiena, esse tenevano con una mano un lembo della veste. Le Korai furono eseguite attorno al 415 a.C. su progetto di un solo scultore, forse Alkamenes. Sul lato occidentale dell'edificio si trovava un santuario all'aperto dove era situato, tra l'altro, l'olivo sacro di Athena. Il primo edificio innalzato sull'Acropoli fu il Partenone (tempio di Athena Parthenos), monumento che Pericle volle come omaggio alla dea protettrice della città nel difficile momento di scontro con i persiani, ma anche come segno tangibile della potenza ateniese. La costruzione del Partenone iniziò nel 447 a.C. e i lavori a livello architettonico finirono nel 438 a.C. quando fu inaugurata la statua crisoelefantina (in oro e avorio) di Athena Parthenos, opera di Fidia. Squadre di scultori rimasero però all'opera fino al 432 a.C. per completare il frontone occidentale. L'edificio ha orientamento est-ovest. Su un basamento vennero innalzate 8 colonne x 17, si tratta quindi di un edificio ottastilo. Le colonne sono ravvicinate ma molto slanciate. I portici intorno alla cella sono strettissimi, il naos è anfiprostilo con 6 colonne sulla fronte e sulla parte posteriore. La cella larga, divisa in tre navate da due ordini di 10 colonne doriche, aveva sul fondo un deambulatorio preceduto da una fila di 5 colonne. La statua di Athena sorgeva al centro dell'edificio, inquadrata da colonne sui tre lati e da cassettoni del soffitto. Dietro l'opistodomos si aveva un ambiente ridotto coperto da un soffitto a cassettoni sostenuto da 4 colonne ioniche destinato a contenere il tesoro della dea. Si è parlato a lungo di "correzioni ottiche", ossia accorgimenti intesi a dare otticamente l'impressione di un'assoluta perfezione geometrica di un edificio. Le principali consistono nella cosiddetta "curvatura delle orizzontali", che si adotta in particolare nello stilobate, lievemente incurvato verso l'alto (in modo da non apparire concavo a distanza), nell'inclinazione delle colonne, in particolare quelle esterne, verso l'interno (affinché esse non sembrino aprirsi verso l'esterno). Il risultato di molte piccole correzioni è tale che non esiste nell'edificio un solo blocco di marmo che abbia una forma geometrica definita. L'edificio era decorato da 92 lastre quadrangolari , da un fregio lungo 160 metri che girava attorno alla cella, da due frontoni contenenti figure colossali, e la statua di Athena Parthenos. La configurazione dell'acropoli rimase pressoché immutata nei secoli seguenti: le uniche variazioni furono costituite da alcune statue donate da Attalo re di Pergamo e dal piccolo tempio rotondo di Roma e Augusto, eretto sotto questo imperatore davanti al Partenone. Alle pendici dell'Acropoli sorsero importanti santuari, e soprattutto trovarono posto il teatro di Dioniso Eleuteréo e l'odeon di Pericle, una grande sala coperta per gare musicali. Molti secoli più tardi, venne costruito il grande odeon in marmo di Erode Attico (161 d.C.), tuttora utilizzato per le rappresentazioni.

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Video tratto da Youtube su Acropoli