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KYNIDAROS


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A circa 400 metri di altitudine, troviamo Kynidaros tra viti, ulivi, querce, platani e pruneti. La tradizione riporta che il villaggio è stato costruito in primo tempo in un altro luogo, nella valle di Halandros , a Kiouria. Secondo la tradizione, la zona di Halandron era ricca e fitta di vegetazione, con tanta di acqua e animali selvatici. Lì è stato iniziato l'antico acquedotto costruito da Ligdamis nel 6 secolo AC che forniva l'acqua alla Chora e la fornisce a tuttoggi ( la sorgente di Skoulikaria rifornisce la Chora ed i villaggi della pianura di Naxos con acqua potabile). Nell'aerea di Halantron vi è la semi abbandonata chiesa di San Dimitrios, e accanto ad essa la grande chiesa di San Artemios e poco più giù i resti dell'insediamento di "Kioura". Secondo la tradizione, ma anche attestato da testimonianze archeologiche: In età bizantina sotto dominazione veneziana e dominazione ottomana, il villaggio era situato in questa località ed era costituito da un feudo di Franchi, signori feudatari stagionali. I resti dimostrano che è stato completamente distrutto da un attacco selvaggio dei pirati nel 15 ° secolo circa. I pochi residenti che si sono salvati dell'aerea di "Kioura", si riversarono verso l'interno dell'isola e costruirono il loro nuovo villaggio, Kynidaros, nel punto esatto in cui si trova oggi, per una maggiore sicurezza. E' stato ritrovato un documento dove è riportato il toponimo "Kynidaros" datato 9 marzo 1539. Da dati amministrativi, Kynidaros rimase comunità dal 1912 fino al 1998, quindi mutò in appartenenza alla municipalità di Naxos in accordo con il piano "Kapodistrias" del governo. Le principali occupazioni dei 400 residenti erano l'agricoltura e l'allevamento di bestiame e in modo circostanziale l'attività di costruttori. Negli ultimi decenni gli scavi di marmo dalle montagne circostanti le quali ne erano particolarmente ricche, hanno mantenuto la popolazione del villaggio molto unita e risultava essere la più importante risorsa finanziaria del villaggio. I residenti si sono sempre distinti per la predisposizione alla musica e al ballo. La ricca tradizione musicale si è mantenuta inalterata nel tempo.



    



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